26 maggio 2010
Festa di compleanno
Tre comizi in una brutta sala, un grande schermo, un gigantesco Io: così abbiamo festeggiato gli 85 anni di Alfredo Reichlin. L'unica cosa piacevole è stato il rivedere i compagni di un tempo: Luciana Castellina, Valentino Parlato, Walter Tocci, Alberto Olivetti, Camillo Danieli, giovane e gentile vigilante - in anni lontani - di Botteghe Oscure, Provantini, Paolo Franchi.
9 maggio 2010
Il castagnaccio

All'una e mezza davanti al Giulio Cesare ci aspettava il castagnacciaro. Avevi la scelta: o quello più economico, bollito e un po' asciugato, o quello al forno con l'olio e, a volte, i pinoli. Tutta dipendeva per me dalle commissioni che avevo fatto per mio padre, il quale non me le pagava ma mi rimborsava il tram fino a Piazza Cavour, tram che io non prendevo. Con trenta centesimi di lira si comprava una fetta di castagnaccio ben arrostito; con quindici quella tremolante del castagnaccio bollito. Che quest'ultima fosse buona non posso proprio dirlo, ma in ogni caso serviva a placare la fame ed era migliore della "pattona" che si mangiava a casa mia negli ultimi giorni del mese ( la pattona era una purea di farina di castagne).
Mi è venuto in testa cercando inutilmente on line una foto del vecchio castagnacciaro più interessante di quella che allego.
18 aprile 2010
le polveri del vulcano

Le polveri del vulcano islandese sono giunte anche nel nord Italia, ma, a differenza della Gran Bretagna e di altri paesi, nessuna precisa indicazione e misura è stata assunta dal Ministero della sanità. Data la pericolosità delle polveri di silicio - che non giovano ai polmoni - e che possono essere portatrici di composti pericolosi, negli altri paesi colpiti si gira con la mascherina. Ho visto qualche isolata raccomandazione ai milanesi di indossarla. Ma dove e chi distribuisce mascherine nel nord del nostro Paese?
Sarebbe un'orttima iniziativa quella che potrebbero assumere le associazioni che operano nel campo della sanità producendo e distribuendo mascherine. Tutte unite potrebbero poi mandare il conto al Ministero della Sanità o alla Protezione Civile che, come al solito, quando si tratta di prevenzione, non sta facendo il proprio dovere.
17 aprile 2010
14 aprile 2010
Il cav. Carlo Barca

Carlo Barca, mio padre, accolse con gioia che non capimmo la nomina a cavaliere. Il fatto è che la gente lo chiamava cavaliere da sempre. Non aveva altri titoli ché rimasto orfano a dieci anni, era cresciuto ospite della sorella Maria a Firenze ed aveva finito per abituarsi al titolo che i conoscenti gli avevano regalato. I primi a farlo erano stati i cancellieri della sezione commerciale del Tribunale di Roma dove nel pomeriggio svolgeva il suo secondo lavoro di esperto in diritto societario.
Ad avviarlo su quella strada era stato il notaio Penne, segretario dell'Associazione mazziniana di Roma, cui Carlo Barca fu iscritto fino al 1932. A Penne, generoso anche quando gli incontri con lui divennero clandestini (si vedevano la domenica al concerto del Pincio), Carlo Barca aggiunse poi due notai: Raoul Guidi e Schillaci Ventura, presso i cui due studi lavorarono successivamente i figli Mauro e Massimo, destinati a divenire notai.
Ad avviarlo su quella strada era stato il notaio Penne, segretario dell'Associazione mazziniana di Roma, cui Carlo Barca fu iscritto fino al 1932. A Penne, generoso anche quando gli incontri con lui divennero clandestini (si vedevano la domenica al concerto del Pincio), Carlo Barca aggiunse poi due notai: Raoul Guidi e Schillaci Ventura, presso i cui due studi lavorarono successivamente i figli Mauro e Massimo, destinati a divenire notai.
( Carlo Barca, sull'Isonzo nel 1916, è al centro della barca)
8 febbraio 2010
5 febbraio 2010
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