14 aprile 2010

Il cav. Carlo Barca


Carlo Barca, mio padre, accolse con gioia che non capimmo la nomina a cavaliere. Il fatto è che la gente lo chiamava cavaliere da sempre. Non aveva altri titoli ché rimasto orfano a dieci anni, era cresciuto ospite della sorella Maria a Firenze ed aveva finito per abituarsi al titolo che i conoscenti gli avevano regalato. I primi a farlo erano stati i cancellieri della sezione commerciale del Tribunale di Roma dove nel pomeriggio svolgeva il suo secondo lavoro di esperto in diritto societario.
Ad avviarlo su quella strada era stato il notaio Penne, segretario dell'Associazione mazziniana di Roma, cui Carlo Barca fu iscritto fino al 1932. A Penne, generoso anche quando gli incontri con lui divennero clandestini (si vedevano la domenica al concerto del Pincio), Carlo Barca aggiunse poi due notai: Raoul Guidi e Schillaci Ventura, presso i cui due studi lavorarono successivamente i figli Mauro e Massimo, destinati a divenire notai.
( Carlo Barca, sull'Isonzo nel 1916, è al centro della barca)

6 ottobre 2009

Con Mao Zedong nel 1959


Mao Zedong tra Luciano Barca e Antonio Roasio
Al lavolo G.C. Pajetta e Teng Tsiaoping ( 4/1959)


Nel sessantesimo anniversario della vittoria di Mao Zedong in Cina (allora si scriveva Mao Tse Tung) ho ritrovato questa vecchia foto del 1959 scattata a ricordo dell'incontro con Mao di una delegazione del PCI guidata da Giancarlo Pajetta e composta da Antonio Roasio, Luciano Barca, Gerardo Chiaromonte, Maria Michetti, Celso Ghini. All'incontro parteciparono, oltre a Mao, Den Tsiaoping, Liu Sciaoci e Peng Cheng. A conclusione fu firmato un faticato documento in cui per la prima volta il PCC esprimeva il suo apprezzamento per il nostro impegno nella lotta per la coestenza pacifica e le riforme di struttura e noi esprimevamo il nostro apprezzamento per l'esperienza originale delle Comuni agricole. Nella tappa di ritorno a Mosca, venti giorni dopo, Zagladin si fece portavoce con me di una dura critica all'iniziativa. ( Del viaggio in Cina esiste un lungo documentario che era in possesso della Unitelefilm.)

5 ottobre 2009

Val Gardena 2009

Ancora una volta è andata bene anche ad altezze proibite dall'età. Grazie a Fabrizio che mi ha fatto da accorta guida oltre che da autista fino alle basi. Ho rimangiato in una delle poche baite superstiti bevendo latticello e mi son divertito a rivedere ghiacciai vicini ( una Marmolada con molte rocce allo scoperto e qualche raro sciatore)) e lontani. Flora negata per questa stagione troppo asciutta e assolata: no a stelle alpine, mirtilli, finferli e porcini. Bene ribes e lamponi. Fedeli presenze, sui prati alti, di cavalli e mucche. Un annuncio che mi ha rattristato: la condanna a morte dell'antica seggiovia di Rascesa.

4 maggio 2009

La rugby Roma

Mi capita ogni tanto di vedere in TV qualche partita di rugby e, ogni volta, rimango stupito di vederla collocata in grandi stadi, colmi di tifosi. Al minimo infortunio corrono assistenti e infermieri con una organizzazione che rivaleggia con quella di clubs calcistici.
Dal 1945 al 1950 (quando mi sono traferito a Milano) ho seguito la rugby Roma al campo Grelle dell'Acqua Acetosa. Quando andava bene eravamo in duecento spettatori. Normalmente non eravamo più di cento: tutti parenti o amici. Avevo cominciato ad andarci perché mediano di mischia della Roma era Carlo Scialoja, con il quale ci conoscevamo dal 1932 e perché via via ero diventato amico di altri giocatori: Bubi Farinelli - che nel 47 diventerà capitano della squadra - , Paolo Rosi, " Testina di vetro" ( non ricordo il cognome ma solo che portava sempre il casco protettivo). Carlo Scialoja nel rugby e Ciccio Ferraris nei tuffi erano i miei riferimenti sportivi anche se solo del secondo ho seguito per un anno l'esempio. Non c'erano assistenti in campo al di fuori dei giocatori in panchina e se accadeva qualcosa correvano sorelle ed amici. Io andavo appunto con una sorella: Raffaella Scialoja. Non potevamo nemmeno,il giorno dopo, raccontare della partita e litigare con qualcuno; per i discorsi sul rugby non c'era posto nei chiacchiericci o litigi del lunedi.
Ora vedo che i giocatori rivaleggiano con Totti e Cannavaro nel far calendari ed essere stars. Molto tempo è passato. Ma una piazza di Roma porta il nome di Bubi Farinelli.