I piccoli falsi della storia: dalla citazione falsa di Marx fatta da Giavazzi alla critica rivoltami per l'ascolto della canzone nazista Lili Marleen (più nota come Lili Marlene). Di Giavazzi penso che abbiate letto , di Lilì Marleen debbo parlare io perché il rimprovero di ascoltare una canzone "nazista" è stato fatto a me. Dunque è vero che a lanciare nel mondo Lili Marleen nel 1939 è stata una cantante tedesca, Marlene Dietrich, ma è anche vero che la Dietrich era fuggita dalla Germania per anti-nazismo e che il lancio della canzone è avvenuto da Hollivood. Il comando americano, al momento dell'ingresso in guerra inviò la Dietrich a cantare nelle basi americane sparse per il mondo e anche per questo oltre che per la sua bellezza, la canzone Lili Marlene diventò la canzone di tutti i combattenti americani (e inglesi). La canzone fu lanciata tuttavia, tempo dopo, anche da Radio Belgrado (gestita dai tedeschi) ed è per tale motivo che essa, non ostante Goebbels ne avesse proibito l'esecuzione per "pacifismo", divenne anche la canzone di molti militari italiani e di alcuni militari tedeschi che ignoravano o sfidavano ( dalla prime linee questo è facile farlo) il veto nazista. Io l'ho ascoltata nel 1941 alla base sommergibili di La Spezia e nel 43-44 alla base sommergibili di Malta. Ascoltate dunque anche voi con tranquillità questa bella e triste canzone che la voce della Dietrich ha immortalato: di bellezza e pacifismo abbiamo bisogno sempre.
31 marzo 2009
27 settembre 2008
Socializzare la politica
Ho ritrovato un articolo " La globalizzazione" pubblicato il 25/1/2001 che così termina:
" E' il territorio il centro verso il quale far convergere una parte rilevante degli interessi della collettività, le " nuove soggettualità che operano in una fabbrica sociale diffusa nel sistema territoriale, i movimenti dal basso. Sia lecito ricordare che nell'immediato dopoguerra tre grandi maestri e capi del sindacalismo italiano, Di Vittorio, Buozzi e Grandi, ebbero quesata intuizione sia alla luce della realtà industriale e agricola di allora sia alla luce dei comprovati rischi di corporativismo. E attingendo alla peculiare memoria storica del riformismo italiano lanciarono e organizzarono su tutto il territorio italiano le Camere del Lavoro, come sedi fondamentali per fare incontrare categorie diverse e mediare interessi diversi. Ancora delle mode europee fu la particolare concezione sindacale della Cisl a portare a smobilitare senza quasi combattere - ricordo solo la streenua opposizionbe di Rinaldo Scheda - qusto decisivo istituto. Non si tratta oggi di riesumare per forza questo o quell'organismo, ma certo si tratta di dare vita a sedi territoriali diffuse dove possa maturare quella socializzazione della politica, a partire dal basso, senza la quale avremo solo leaders senza seguito referenziati da gruppi economico-finanziari o da ristrette lobbies.
Allora e solo allora l'intervento delle varie articolazioni dello Stato, che io non vedo necessariamente in opposizione al mercato smithiano, potrà avere un ruolo positivo anche in un'Europa che compia nuovi passi verso una vera unione".
Mi sembra di non aver detto, forse, cose inutili. E le ripeto oggi nel momento in cui i partiti quasi non esistono e non esiste una democrazia, sentita come tale.
" E' il territorio il centro verso il quale far convergere una parte rilevante degli interessi della collettività, le " nuove soggettualità che operano in una fabbrica sociale diffusa nel sistema territoriale, i movimenti dal basso. Sia lecito ricordare che nell'immediato dopoguerra tre grandi maestri e capi del sindacalismo italiano, Di Vittorio, Buozzi e Grandi, ebbero quesata intuizione sia alla luce della realtà industriale e agricola di allora sia alla luce dei comprovati rischi di corporativismo. E attingendo alla peculiare memoria storica del riformismo italiano lanciarono e organizzarono su tutto il territorio italiano le Camere del Lavoro, come sedi fondamentali per fare incontrare categorie diverse e mediare interessi diversi. Ancora delle mode europee fu la particolare concezione sindacale della Cisl a portare a smobilitare senza quasi combattere - ricordo solo la streenua opposizionbe di Rinaldo Scheda - qusto decisivo istituto. Non si tratta oggi di riesumare per forza questo o quell'organismo, ma certo si tratta di dare vita a sedi territoriali diffuse dove possa maturare quella socializzazione della politica, a partire dal basso, senza la quale avremo solo leaders senza seguito referenziati da gruppi economico-finanziari o da ristrette lobbies.
Allora e solo allora l'intervento delle varie articolazioni dello Stato, che io non vedo necessariamente in opposizione al mercato smithiano, potrà avere un ruolo positivo anche in un'Europa che compia nuovi passi verso una vera unione".
Mi sembra di non aver detto, forse, cose inutili. E le ripeto oggi nel momento in cui i partiti quasi non esistono e non esiste una democrazia, sentita come tale.
22 giugno 2008
Olanda-Russia
Ho seguito in TV la partita Olanda-Russia. Interessante per le sue novità: una Olanda lenta e difensiva e una Russia veloce e precisa. Ho apprezzato tre cose:
il perfetto arbitraggio; la giovanissima età di molti giocatori delle due squadre e il comportamento del pubblico ben diverso da quello cui vorrebbero abituarci gli attuali condottieri dello sport del calcio italiano nonché alcuni cronisti. Lo stadio era tutto colore arancione (il colore dell'Olanda) e in mezzo a questo mare c'era una piccola macchia bianca: i tifosi russi. Ebbene tutto è andato perfettamente anche quando il tifo si è fatto acceso e i russi si sono levati in piedi ad incitare la loro squadra all'attacco. Una piccola bambina olandese accanto alla sua giovane mamma seguiva, ora allegra ora triste, la partita, accanto ad altri bambini. Quasi incredibile.
il perfetto arbitraggio; la giovanissima età di molti giocatori delle due squadre e il comportamento del pubblico ben diverso da quello cui vorrebbero abituarci gli attuali condottieri dello sport del calcio italiano nonché alcuni cronisti. Lo stadio era tutto colore arancione (il colore dell'Olanda) e in mezzo a questo mare c'era una piccola macchia bianca: i tifosi russi. Ebbene tutto è andato perfettamente anche quando il tifo si è fatto acceso e i russi si sono levati in piedi ad incitare la loro squadra all'attacco. Una piccola bambina olandese accanto alla sua giovane mamma seguiva, ora allegra ora triste, la partita, accanto ad altri bambini. Quasi incredibile.
12 giugno 2008
Napoli bellissima
Negli ultimi tempi sono andato tre volte a Napoli per lavoro. L'ultima è stato l'8 e 9 giugno, dopo due mesi di bombardamento televisivo sulla mondezza della città e quindi con l'occhio critico attento. Debbo dire che ho, come sempre, trovato Napoli non meno pulita di Roma e bellissima. Sono salito a Castel Sant'Elmo e ho visto un panorama mozzafiato che poche città al mondo hanno, ho trovato una metropolitana più pulita e curata di quella di Roma, due tassisti su tre gentili e professionali, un albergo a tre stelle ottimo, strade pedonali ben protette e piene di gente e di tanti bambini allegri, scale mobili, funicolari ed un cibo da re.
Se fossi un albergatore napoletano procederei per danni contro Rai e Mediaset.
Se fossi un albergatore napoletano procederei per danni contro Rai e Mediaset.
28 aprile 2008
23 aprile 2008
Maja Plissetskaja
Ho rivisto ieri sera in un documentario televisivo Maja Plissetskaja danzare "Il lago dei cigni". L'avevo vista al Bolshoi di Mosca nel 1956 quando, giornalista, ero stato inviato in URSS per capire e scrivere che cosa avvadeva in quel paese dopo la denuncia di Kruscev. Per la prima volta in vita mia un balletto mi aveva commosso. Mi aveva commosso lei, con quell'ondeggiare irripetibile delle braccia che evocava il tremito delle ali del cigno, il tremore freddo dell'acqua nell'oscurità della sera. E ieri l'ho rivista in quella danza quasi con la stessa ammirazione e commozione. Ho saputo che è ancora viva, e insegna al Bolshoi. Ho riaperto le mie Cronache per vedere se avevo annotato qualcosa: nulla di quella parentesi felice in un viaggio duro e faticoso volto a capire che cosa fossero il "culto della personalità" e la portata reale della sua critica.
11 aprile 2008
Prediche delle ceneri
A 88 anni, con non poca presunzione, ho firmato un contratto con il Teatro Festival di Napoli, per redigere
una delle sei "Prediche delle Ceneri" che saranno affidate ad attori e recitate a giugno, nel corso del Festival, e a radio Tre. Speriamo bene. Non so nulla degli altri cinque autori e mi auguro di trovarmi in buona
compagnia. In ogni caso ho piena fiducia negli organizzatori del Festival che ho conosciuto e con cui ho collaborato per la realizzazione delle "Storie interrotte" ideate da Fabrizio e dalla storica Leandra D'Antone. Spero solo di non deluderli. Ormai scrivo al computer con due dita e la lentezza è tale che finisco per fare in un'ora quello che altri fa in quindici minuti. Ma lavorare è l'unico modo per essere allegri non ostante i malanni
una delle sei "Prediche delle Ceneri" che saranno affidate ad attori e recitate a giugno, nel corso del Festival, e a radio Tre. Speriamo bene. Non so nulla degli altri cinque autori e mi auguro di trovarmi in buona
compagnia. In ogni caso ho piena fiducia negli organizzatori del Festival che ho conosciuto e con cui ho collaborato per la realizzazione delle "Storie interrotte" ideate da Fabrizio e dalla storica Leandra D'Antone. Spero solo di non deluderli. Ormai scrivo al computer con due dita e la lentezza è tale che finisco per fare in un'ora quello che altri fa in quindici minuti. Ma lavorare è l'unico modo per essere allegri non ostante i malanni
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